martedì 1 agosto 2017

Eventi ai quali partecipo



Qui sotto potete trovare la lista aggiornata degli eventi ai quali presenzierò come ospite e/o standista, e ai firmacopie nelle librerie.
Se volete acquistare i miei libri, se li avete già e volete farveli autografare, o desiderate anche solo fare quattro chiacchiere e salutarmi, mi troverete qui.
Dove l'orario non è specificato si tratta di un evento che durerà per tutto il giorno.

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 29/09/2018


2018


Ottobre

-6/7 Grazzano Visconti (PC) Firmacopie presso la Libreria Saphira
-13/14 Ferrara Ferrara Fantasy
-20/21 Parma Parma Comix Winter Edition
-27/28 Vimercate (MB) Firmacopie presso Mondadori Megastore


Novembre

-2/4 Lucca Comics Firmacopie presso lo stand di Edizioni A.Car

Dicembre

-15/16 Grazzano Visconti (PC) Firmacopie presso la libreria Saphira



2019

Gennaio


-19/20 Bassano del Grappa (VI) Bassano Fantasy 2019

Febbraio

-17 Gallarate (VA) Firmacopie presso la libreria Biblos Mondadori di Gallarate

Marzo

-8/10 Milano Cartoomics 2019

lunedì 12 settembre 2016

TOP 5 - Frasi indimenticabili tratte dai fumetti Marvel

Due parole prima di cominciare: 

Sapete, ho notato che il format "5 cose Marvel che magari non conoscevi" di alcuni miei articoli vi è piaciuto parecchio. E per "piaciuto parecchio", intendo dire che ha portato un sacco di Views, cosa che è piaciuta parecchio a me.
Sono proprio un infame, vero?
Mi hanno davvero soddisfatto i commenti positivi ai vari: 5 Civil War Facts del fumetto che non vedremo nel filmCapitan America e 5 casi di Retcon che hanno rovinato la Marvel e I 5 peggiori Crossover Marvel degli ultimi anni.
E così, ho deciso di scriverne un altro.

Tanto, essendo a metà settembre, non ho nulla da fare. 
A parte cominciare la tesina, preparare due esami, finire di scrivere il seguito di un libro e correggere un mucchio di comunicati stampa.
Per fortuna a darmi una mano c'è la Red Bull, anche se probabilmente sarà anche la causa di una mia futura neoplasia.
Nota di colore: visto che sono arrivato a 10 articoli, ho deciso di attivare l'opzione di blogspot chiamata LETTORI FISSI, quindi se volete iscrivervi al mio Blog e ricevere una mail di notifica ad ogni articolo pubblicato (a mo' di canale di YouTube), cliccate sul tasto "segui" che vedete qui di fianco a destra. Senza rimpianti.

-Gilgamesh

P.S.: Ho aperto un canale di Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCFXkii0jdcwfyy2TxKfdI-w) iscrivetevi e continuate a seguirmi anche lì.





Fin troppo spesso la gente sottovaluta il potere di una frase.
Molti dimenticato che tutto, - e quando dico tutto, intendo TUTTO - sia partito proprio da questo.
Le nostre credenza più profonde, le idee, i principi a cui ci aspiriamo... tutto questo deriva da una frase o un discorso che ci ha colpito talmente tanto da entrarci sotto la pelle, e non uscire mai più.

Beh, ho letto frasi, in tanti fumetti che hanno scatenato in me sensazioni inaspettate.
Cose che la gente non nemmeno immagina si possano trovare prendendo in mano un albo a fumetti.
Insomma, per molti (in generale quelli che non hanno mai provato a leggerli) è tutta un infinita lotta tra il buono e il cattivo, tra chi ha il potere migliore e il costume più sgargiante, ma non immagino che nascosti in ogni storia si possono trovare concetti e ragionamenti in grado di lasciare qualcosa anche nella vita reale.
Ci sono frasi che sembrano dire chi siamo, frasi che ci fanno capire come vorremmo essere, cos'è giusto e cosa sbagliato, e frasi che sembrano riflettere la nostra visione del mondo.
E poi, beh, ci sono quelle in grado di commuoverci, di emozionarci o anche solo di farci venir voglia di leggerle e rileggerle, per non dimenticarcele mai più.

Insomma, è fantastico, nel 90% dei casi uno apre un fumetto di supereroi per leggere uno scontro fra uomini colorati e si ritrova un bagaglio di emozioni e pensieri incredibili.


1)Capitan America: "No, spostati tu."




Amo questa frase.
Non solo per quanto riesce a essere vera e potente, ma anche perché rappresenta a pieno il personaggio di Capitan America, in tutto il suo carisma.
Non a caso il punto di riferimento di tutti gli eroi e dei Vendicatori è sempre stato Cap, non a caso ai tempi delle Guerre Segrete fu lui che guidò in combattimento Vendicatori, Fantastici 4 e X-Men.
La cosa buffa di questa frase è che nemmeno fu pronunciata all'interno della sua testata.
Avvenne durante Civil War, proprio nel momento in cui l'Uomo Ragno dovette fare i conti con i suoi dubbi, una volta abbandonato Stark e rinnegato l'Atto di Registrazione, Cap venne in suo aiuto, raccontandogli del giorno in cui capì cosa fosse per lui l'amore patriottico.

"Ricordo la prima volta in cui capii cosa significasse essere un americano, cosa significasse essere un patriota.
Ero solo un ragazzino, stavo leggendo Mark Twain. Lessi un passaggio che mi colpì profondamente, un passaggio così potente così vero che cambiò la mia vita. Lo memorizzai per potermelo ripetere nel corso degli anni.

Diceva “In una repubblica chi è la nazione? Forse il governo al potere? Beh, il governo è solo un servitore temporaneo; non può determinare cosa sia giusto e cosa sbagliato e decidere chi sia un patriota e chi no. La sua funzione è obbedire agli ordini, non impartirli.
Chi è allora la nazione? La stampa? No, è solamente parte della nazione. Non detiene il comando. In una monarchia la nazione è il re. In una repubblica, la nazione è la voce collettiva della gente. Ognuno di voi prendendosi la propria responsabilità, deve parlare per se stesso. È una responsabilità solenne e pesante, a cui non possono farci rinunciare le pressioni dei predicatori della stampa, del governo o degli slogan politici. Ognuno deve decidere da solo cosa sia giusto o sbagliato. Quale soluzione sia patriottica e quale no.
Se ci si sottrae a questo, non possiamo definirci uomini. Andare contro le tue convinzioni significa tradire te stesso e il tuo paese, lasciarsi etichettare dagli altri. Se tu unico in tutta la nazione sceglierai una strada, giusta secondo la tua idea di giustizia, avrai fatto il tuo dovere nei confronti del tuo paese. Tieni alta la testa, non hai nulla di cui vergognarti. Non importa cosa dice la stampa. Non importa cosa dicono i politici e la massa. Non importa se l'intero paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto.

Questa nazione è stata costruita su un principio supremo: lottare per quello in cui crediamo, quali siano le difficoltà e le conseguenze. 
Quando il mondo ti dice di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: NO, SPOSTATI TU." 


2)Goblin: "Siamo così simili, tu e io."

Una delle poche cose degne di nota degli anni 90 targati Marvel è assolutamente la rinata rivalità fra
l'Uomo Ragno e Goblin. 
Non un Goblin qualsiasi, ma Norman Osborn, tornato in vita dopo più di 20 anni di storie, per dare inizio a una serie di sconvolgimenti che segneranno per sempre la vita di Peter Parker.
In assoluto una delle mie "faide" Marvel preferite, in cui Goblin prima inscena la morte di Zia May, fa credere a Peter Parker di essere un clone e non l'originale, per poi uccidere lo stesso clone di Peter Parker, e infine decidere di trasformare l'Uomo Ragno nel suo erede, dopo averlo sconfitto.

Questa frase ha inciso enormemente sul mio modo di scrivere e caratterizzare i personaggi.
Perché limitarsi a scrivere di buoni e cattivi, perché classificarli sotto questi due aspetti? Chi dice che uno sia il bene e l'altro sia il male, quando la verità è che vogliono tutti e due la stessa cosa?
A volte sono solo due diversi punti di vista, in cui entrambi hanno ragione o torto allo stesso tempo.


"Siamo così simili, tu e io. Siamo l'assassino e lo sbirro... abbiamo lo stesso profilo psicologico... ci manca solo un passo per diventare esattamente la stessa persona che odiamo di più. Oh, tu pensi di essere mitico... invece entrambi siamo solo due personalità psicotiche che si vestono in ridicoli costumi, mettendo in scena le loro fantasie di potere.

La differenza fra noi è che io sono sempre stato disposto ad ammetterlo.

Ma ora ti ho costretto a guardare il tuo riflesso, e non ti è affatto piaciuto quel che hai visto nell'ombra. Prima o poi è inevitabile che uno dei due uccida l'altro. Quel giorno arriverà, Parker... molto prima di quanto tu creda. E quando giungerà, dovrai scegliere.
Sai davvero in quale direzione andrai?"


3)Tony Stark: "Non ne valeva la pena."

Per chi mi conosce, sa che sono un membro puro e convinto del Team Cap.
Tuttavia, nonostante sia stato contento della sua vittoria nella "Civil War" cinematografica, avrei tanto voluto che la pellicola si concludesse con questa scena.
Credo che la morte di Capitan America, avvenuta nel 2007, sia stata l'ultima morte che la Casa delle Idee sia stata in grado di farci sentire sulla nostra pelle, di emozionarci davvero.

Al termine del Crossover Civil War, per chi non lo sapesse, Cap muore a causa di un attentato ordito proprio dal suo grande nemico, il Teschio Rosso, con la complicità - involontaria - della donna che amava, Sharon Carter.
E Tony Stark, una volta di fronte al corpo senza vita del suo avversario, ma suo migliore amico da sempre, si lascia andare ad uno dei monologhi più profondi e strazianti che si siano mai letti su un albo Marvel.

"Ho fatto quel che hai fatto tu. Mi sono impegnato. Perché se la cosa non fosse stata gestita con grande impegno, sarebbero morti in migliaia. Persone innocenti. Sapevo quel che dovevo fare. La buona notizia è che durante tutto questo… non ho bevuto un sorso! E se non ho bevuto allora, probabilmente non berrò più… e poi c’è che… facendo quel che dovevo fare per vincere in fretta… sapevo che avrebbe significato che noi due non ci saremmo più parlati. Non saremmo più stati amici né colleghi.                                                                                                                                                                                        Mi sono detto che era giusto così perché sapevo di avere ragione e sapevo che… questo avrebbe
salvato delle vite. lo era! Era la cosa giusta da fare.

E… E… Ed ero disposto ad allearmi con persone che disprezziamo pur di farla. E sapevo che il mondo tifa per i deboli e che io sarei stato cattivo. Lo sapevo e ho detto che mi stava bene.
E… E anche se ho detto… anche se ho detto che ero disposto ad arrivare fino in fondo… non lo ero.
E so questo perché è successo il peggio. Quello con cui non posso convivere… è successo. 
E con tutti i nostri contrasti… con tutto quello che ci siamo detti e fatti… con tutte le domande difficili che ho dovuto rivolgere e le menzogne orribili che ho dovuto raccontare… c’è una sola cosa che non potrò mai dire a nessuno. Né ai miei amici, ai miei collaboratori o al presidente… Una sola cosa!!
La sola cosa che avrei dovuto dire a te.
Ma che ora non posso dirti…

Non ne valeva la pena."



4)La fine dell'Uomo Ragno

Le storie di Lee, Ditko e Romita erano semplicemente incredibili.
In 22 pagine riuscivano a descrivere alla perfezione un intero mondo. Non solo le vicende di un eroe, del suo alter ego e delle sue nemesi, ma di un vasto nucleo di comprimari uno più accattivante dell'altro e - forse - di un'intera città.

I problemi con Zia May, il Bugle, i bulli della scuola, le belle ragazze, i nemici, gli alleati occasionali: tutto ciò che scrissero nei primi 10 anni di storie dell'Uomo Ragno era perfetto e caratterizzato al meglio.
Coinvolgente come pochi, ogni albo era un capitolo della vita e della crescita di Peter Parker. Non solo uno scontro fra l'Eroe e il Villian della situazione, ma un passo avanti (e anche indietro) nel percorso di vita di un personaggio che forse la gente ha amato più per il suo alter ego normale che per la sua controparte supereroistica.

Questo dialogo viene dalla mia storia preferita: quella in cui Peter Parker si rende conto che non ne vale più la pena di essere l'Uomo Ragno, che esserlo ha rovinato la sua vita, la sua carriera, i suoi rapporti con le persone, e che la gente non ha bisogno di lui.


"Essere l'Uomo Ragno non mi ha procurato nient'altro che infelicità. Per soddisfare il mio desiderio di avventura... ho messo a repentaglio tutto ciò che conta veramente: Zia May, gli amici, le ragazze della mia mia vita...
E... per cosa?

Posso essere sicuro che il mio unico motivo fosse la sconfitta del crimine? O era l'inebriante brivido della battaglia... lo squisito gusto del trionfo... la paranoica sete di potere che non potrà mai essere estinta?
Più di penso e più sento che Jameson aveva ragione!
In tal caso... per il bene della mia salute mentale... rimane solo una cosa da fare...

Quando sono diventato l'Uomo Ragno era solo un ragazzino giovane e inesperto... ma gli anni passano e cambiano il mondo che ci circonda.
E ogni ragazzo prima o poi... deve riporre i suoi giocattoli e diventare un uomo"


5)Silver Surfer: "Siete una razza di folli."




Wow.
Seriamente, cosa non è stato Silver Surfer: Requiem?
Senza dubbio uno dei migliori fumetti Marvel usciti negli anni 2000 e forse il miglior fumetto Supereroistico targato J. M. Straczynzki.

In una storia ipotetica, Silver Surfer scopre che le sue forze stanno venendo meno, e che gli resta pochissimo tempo da vivere.
Ma il Surfista d'Argento non è minimamente risentito dalla notizia, e decide di trascorre i suoi ultimi giorni come se fossero i più preziosi.
Durante un incontro con l'Uomo Ragno, si abbandona a un indimenticabile monologo sulla sua visione della razza umana. E credetemi, sono certo che chiunque abbia letto queste parole non le dimenticherà mai.


"Siete un’unica razza, con gli stessi obiettivi, gli stessi sogni, le stesse paure. Mangiate lo stesso cibo, dormite tutti nello stesso modo. 

Quindi dovete trovare un modo per differenziarvi… per giustificare il fatto di uccidervi gli uni con gli altri. 
Confini, nazioni, quartieri, religioni, nomi, moda. Uccidereste per un paio di scarpe. 

I vostri leader vi sfruttano per la loro sete di potere, e voi siete felici di permetterglielo, in modo che possano uccidere quelli che avete deciso che non sono come voi. Siete una razza di folli." 

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E niente, anche questo articolo è finito.
Credo che non riuscirò MAI a scriverne uno breve. Ma proprio mai.
Ok, forse non sono le "migliori frasi mai scritte su un fumetto Marvel", ma sono solo quelle che hanno colpito maggiormente me. Anche perché alcune sono fra le prime che ho letto.


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Alla prossima, abitanti di Asgralot!



-Gilgamesh

martedì 16 agosto 2016

Suicide Squad - Tanto rumore per nulla

A volte vorrei che Internet chiudesse.
Non per sempre, solo durante le settimane precedenti all'uscita di film come Suicide Squad.
Di solito basta aspettare qualche giorno per assistere alle ormai solite "battaglie" su Facebook fra coloro ai quali è piaciuto e quelli che invece l'hanno odiato, qua ne è bastato uno.
Perché sì, già il giorno dopo la prima messa in onda mondiale (in BANGLADESH) tutti sapevano già che sarebbe stato un capolavoro. O uno schifo.





Alla fine, Suicide Squad risulta comunque un film che dimostra di non aver meritato affatto le critiche subite, senza però rispettare totalmente le attese.
Sicuramente è un netto passo avanti, dopo il brutto scivolone (sia di incassi, che di critiche) di Batman V Superman, per la Warner e per il futuro del DC Extended Universe, che finalmente comincia ad assumere una forma più coerente e meno confusa di quella che ci hanno mostrato nella pellicola uscita a gennaio.

David Ayer è riuscito in quella che ormai sembrava un'impresa quasi impossibile nel nuovo millennio: produrre un film targato DC decente, che non avesse sopra il nome di Christopher Nolan.
Che la Warner abbia collezionato solo buchi nell'acqua da Green Lantern a Batman V Superman non è certo un mistero.


La trama: in poche parole 

La trama iniziale ricalca in maniera più o meno fedele la nascita della Squadra Suicida: l'agente governativo Amanda Waller (che a molti non lettori avrà ricordato tantissimo Cecile Kyenge) , con l'aiuto del colonnello Rick Flag, decide di formare una squadra di criminali meta-umani per combattere forze del calibro di Superman.
Ok, dimentichiamo per un attimo che nessuno di loro possa competere neanche lontanamente con l'Uomo d'Acciaio e parliamo di loro.


      
Amanda Waller, in tutta la sua autorità


Il background del protagonista e la sua caratterizzazione è di per sé impeccabile: Deadshot, interpretato di Will Smith, è sicuramente il personaggio più riuscito del film.
Con questa performance, Smith e Ayer hanno donato al personaggio del cecchino uno spessore e una profondità mai vista nei fumetti.
E io amo alla follia questa cosa, quando un film riesce a dare un tocco in più al personaggio originale, o addirittura a reinventarlo come ha fatto Downey Jr. col suo Iron Man, può solo essere un fattore positivo.

Dopo di lui vengono El Diablo (rivelazione del film, a mio parere) e Harley Quinn.
Anche se c'è una cosa, alla fine, che SPUTTANA completamente tutta la costruzione di Harley fatta durante lo svolgimento della trama.
E qui siamo a metà della squadra: il problema essenziale è il resto della Crew, dal momento che sono caratterizzati col contagocce.
Katana e Killer Croc sono stati presentati con due frasi e non hanno detto quasi nulla per il resto del film, senza lasciare trasparire un minimo di personalità e senza far intendere i motivi dei loro comportamenti.
Entrambi parlano pochissimo (quelle di Croc sono tutte battute spiritose), senza nemmeno lasciar capire perché a un certo punto si sentano così solidali con il resto della squadra.

Quella della morte di Slipknot è forse la scena (presa da un cinecomics) più stupida dell'anno, forse seconda solo alla morte della moglie e della figlia di Magneto.
Anche agli occhi di un bambino era chiaro che avrebbe fatto una brutta fine lui e non Capitan Boomerang. Presentato con una frase, e morto dopo due scene. Perché inserirlo nel film?

I comportamenti e i legami che si instaurano fra Harley, Deadshot e Diablo (soprattutto i primi due), sono palesi e vengono percepiti dal pubblico, mentre lo "spirito di fratellanza" inscenato dagli altri membri della Suicide Squad non è per niente giustificato (ne il motivo per il quale Katana si senta quasi in famiglia in un gruppo di criminali).
Capitan Boomerang ha nettamente più spazio e caratterizzazione di KC e Katana, tuttavia i motivi per il quale decida di rischiare la vita per qualcuno che lo ha schiavizzato non vengono nemmeno menzionati.


"INCANTATRICE"

Però il film, tra un'inquadratura del culo di Harley e una colonna sonora scelta da un DJ fatto di LSD (quindi perfettamente coerente al tema centrale), scorre velocemente e non annoia di certo.
Il problema essenziale di questa storia è, oltre alla caratterizzazione dei personaggi, il VILLAIN.
Completamente senza senso e completamente inesistente.

La reazione dell'Incantatrice quando uno le chiede a cosa serve effettivamente nel film.

Vi spiego il perché.
Senza senso perché per il modo in cui è nato praticamente dice che Amanda Waller ha creato questa Squadra Suicida per porre fine a una minaccia CREATA dalla stessa Squadra Suicida.
Una archeologa, posseduta da una strega sfuggita al controllo della Waller, vuole... distruggere il mondo? Farla pagare agli esseri umani? Boh.
Fino a ieri pensavo che il premio di "Peggiore e più casuale Villain del 2016", andasse a mani basse ad Apocalisse, ma direi che ora abbiamo un nuovo vincitore.

L'Incantatrice e il suo alter-ego, la Dottoressa June Moore sembrano avere mille sfaccettature diverse, ma neanche una riuscita bene.
La prima vuole distruggere la Terra, la seconda è la fidanzata di Rick Flag. Fine, non c'è nient'altro da sapere.
Per tutta la durata del film l'Incantatrice si limita a creare un esercito di umanoidi, per poi servirsi della mente della Kyeng... cioè, Waller, per distruggere basi governative e altre strutture militari nel mondo ("ERA IL NOSTRO SATELLITE MIGLIORE!").
L'Incantatrice è dotata di poteri straordinari... però riesce a farsi comunque tenere testa da un gruppo formato da una manciata di cecchini, una spadaccina e un coccodrillo.
Ciò che ho apprezzato meno della battaglia è stato il finale, davvero è bastato che Harley fingesse di inchinarsi per poi trafiggerla con una spada trovata per terra?

Detto questo, il film, nonostante alcune pecche, riesce comunque a funzionare e a mantenersi coerente.
Sì, il villain è piuttosto banale e semplicistico, e non tutti i personaggi godono di uno spazio sufficiente, riescono comunque a far breccia nelle menti degli spettatori.
Perché è questo che doveva fare il film: far funzionare questo gruppo di cattivi e dar loro un immagine forte e compatta davanti al pubblico.
A parte i repentini cambi di personalità di Katana, Killer Croc e Boomerang, non ho visto tante forzature nel film.


JOKER


Cosa? Non vi ricordate di questa scena? Ah già, l'hanno tagliata.


"JARED LETO E' IL PEGGIOR JOKER DI SEMPRE!"
Vero. Ma falso.
Jared Leto non è il peggior Joker della storia... ma è comunque inferiore a tutti gli altri.
Il problema principale sta nel fatto che quelli con cui deve confrontarsi sono, obbiettivamente, dei giganti con il quale già in partenza difficilmente avrebbe potuto competere.

Questo Joker da una sensazione simile a quella del Batman di Ben Affleck.
Mi è piaciuto molto, soprattutto l'attore, il problema è che facevo fatica a considerarlo veramente Joker. Questa per via del suo rapporto con Harley Quinn.

Posso provare per un attimo a togliere le fette di salame che molti (molte) hanno sugli occhi?
Joker NON AMA Harley. Non l'ha mai amata, perché Joker non prova sentimenti.
L'ha sempre usata per i suoi scopi, torturandola e malmenandola più volte.
Lo stesso Joker ha ammesso che di Harley Quinn ne ha create tante e che per lui è solo un mezzo per raggiungere i suoi obbiettivi.
Persino Harley, in alcuni momenti di "lucidità" ha ammesso di volerlo uccidere e che le ha rovinato la vita.
Lo dico in modo così schietto e aggressivo, perché mi ha fatto davvero arrabbiare il modo in cui questa coppia è stata dipinta sui Social, dalle ormai moltitudini di FanGirl che asseriscono di conoscere i personaggi quando non hanno mai aperto un fumetto.
Il vedere un personaggio come Joker, un autentico volto del terrore , idolatrato da migliaia di ragazzine come l'ennesimo Edward Cullen, Christian Grey o Tate Donovan di American Horror Story, mi fa venire il vomito.
Per questo una parte di me odia il Joker di questo film: perché l'hanno reso commerciale e mainstream per i giovani d'oggi, perdendo di vista l'essenza stessa del personaggio originale.
Sentire Joker dire ad Harley "Tesoro, io farei tutto per te" è stato come prendere un calcio nei coglioni da uno con i pattini da Hockey.

Harley, per quanto sia piaciuta a molti, io non l'ho proprio sopportata.
Più che una pazza, sembrava una ragazzina fastidiosa.
E la visione finale, indotta dall'Incantatrice, SPUTTANA completamente un personaggio costruito durante tutto il film.
Se è pazza e ama il Joker... perché sogna una vita normale e soprattutto una versione di lui normale? Quella visione non aveva alcun senso.

E' così romantico.

(Apro una piccola partentesi)
Sto iniziando a chiedermi se molta gente abbia iniziato ad andare a vedere i Cinecomics solo per lamentarsi di stupide credenze già smentite in partenza.
Esempio: Civil War. Tutti sapevamo che non sarebbe stata la gigantesca guerra vista nei fumetti. Eppure tantissimi sono andati al cinema per poi criticare il film sulla base di questo unico frangente.
Molti infatti si sono lamentati perché Joker non ha avuto un ruolo fondamentale nella trama, nonostante fosse SPECIFICATO DA MESI, che Joker non avrebbe fatto parte della Suicide Squad, ne sarebbe stato il Villain del film.

Lo so anch'io che la Warner ha un po' esagerato, facendo troppa pubblicità incentrata su di lui, manco fosse fra i protagonisti, ma andare a vedere il film solo per quello vuol dire essere dei boccaloni).
Il personaggio l'ho trovato abbastanza presente, di certo non era fondamentale, ma non si è visto in "due scene" o "10 minuti" come ho sentito dire da molti.


MEGLIO DI BATMAN V SUPERMAN? 

Indubbiamente.
Penso che abbiano fatto un lavoro nettamente migliore, sia a livello di trama, che in fatto di gestione di personaggi.
Sicuramente è inferiore ad altri cinecomics dalla struttura e dai personaggi simili, come Deadpool e i Guardiani della Galassia, ma si mantiene comunque su un livello dignitoso.
Anche i cameo sono stati gestiti molto meglio, secondo me, non erano ingombranti e quasi causali come nel film sopra citato. La scena dopo i titoli di coda a preannunciare Justice League, è stata davvero un colpo di genio.
Sono molto contento che Ayer abbia deciso di adottare il cosiddetto "Stile Marvel" per ideare questa pellicola, distanziandosi non poco dallo stile qualunquista usato da Snyder nei due precedenti film, che sembrava solo dire "Non sono difetti, sono cose non riuscite a capire, perché io sono un genio come Nolan".
Perché alla fine Suicide Squad va preso per quello che è: un film cazzaro e ignorante, dal quale non ci può (e non si deve) aspettare granché.

So che molti di voi, a ogni critica che ho mosso avrebbero voluto scrivermi: "Eh, ma nella versione estesa spiegheranno questa cosa, non puoi giudicarla".
Ok, detto con calma: IO NON HO VISTO LA FOTTUTA VERSIONE ESTESA, sto giudicando quello che mi è passato davanti al cinema. Perché non posso fare altro.
E' inutile che molti fan(boy) e la Warner decidano di pararsi il culo con queste scuse: la versione che uno giudica e che conta è quella che si vede al cinema.
Per mesi la gente ha distrutto tastiere a furia di difendere la futura versione di Batman V Superman, e alla fine, come ho scritto nella recensione, non è stata nulla di che.
Se ogni casa di produzione facesse così, ci ritroveremmo tutti a pagare per vedere film incompleti, per poi dover rivedere (e acquistare) la versione intera.


Spero che questa di Suicide Squad sia la seconda e l'ultima volta, perché se dovessero fare cose del genere anche con Wonder Woman e con Justice League, farò addirittura a meno di vederli in sala per aspettare la versione completa. Ma non per comprarla, per vederla in streaming.
Perché, cara Warner, a furia di tirare la corda, prima o poi si spezza.

In definitiva, questo film non è nulla di eclatante, ma di certo non merita il linciaggio subito.
Quello che dobbiamo chiederci è:
Suicide Squad ha rispettato le aspettative? In parte.
Suicide Squad ha funzionato? SI'.
Ma soprattutto, ha significato un passo avanti per il DCEU? Assolutamente sì.
In definitiva, direi che possiamo promuoverlo.



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Alla prossima!


-Gilgamesh