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giovedì 9 giugno 2022

La storia di come Tony Stark divenne uno dei personaggi più odiati della Marvel




Il Tony Stark interpretato da Robert Downey Jr
non è solo il personaggio con cui è iniziato il Marvel Cinematic Universe, non è stato solo il protagonista delle prime tre fasi, ma si potrebbe addirittura considerare la ragione del suo successo.
Quando nel 2008 questo buon attore dal passato travagliato mise in risalto quello che non era mai stato uno dei più amati eroi Marvel nessuno si aspettava che il suo carisma e la connessione con il pubblico potesse portare a una popolarità così travolgente.
Fu l'inizio di un'Era e il Mondo ancora non lo sapeva.

Ma allo stesso tempo, in un periodo che si può collocare tra il 2005 e il 2009, le azioni di Iron Man portarono la maggior parte dei lettori di fumetti Marvel a vedere il personaggio sotto una luce diversa.
Nulla di strano, considerando la grande particolarità delle storie Marvel: nessun buono è completamente buono e spesso gli eroi possono risultare ambigui, egoisti e addirittura infami, mentre i cattivi riescono con le loro motivazioni umane e comprensibili a ottenere il sostegno dei fan.
Iron Man in quel periodo si poté facilmente collocare a metà di queste due categorie.

Versatevi una coca cola, fatevi un panino, preparatevi una tisana, e mettetevi comodi a leggere: questa è la storia di come Tony Stark diventò uno dei personaggi più odiati dai lettori di fumetti Marvel.


Civil War e il conflitto con Capitan America


In quello che è probabilmente il Crossover più famoso dell'Era Moderna della Marvel Comics, Iron Man e Capitan America si imposero come leader di due fazioni in discordia sull'Atto di Registrazione dei Superumani, gli Avengers governativi capitanati da Tony Stark, Mister Fantastic e Hank Pym favorevoli allo smascheramento e impiego obbligatorio nelle forze dell'ordine contro i Vendicatori Segreti di Cap, Luke Cage e Devil, i ribelli che volevano che gli eroi continuassero a essere liberi e non dipendenti dello Shield e del governo degli Stati Uniti.
Civil War non partì assolutamente come una guerra tra buoni e cattivi, ma tra due fazioni che avevano entrambe motivazioni sia giuste che sbagliate, cosa che portò gli stessi lettori Marvel a dividersi.

Questo equilibrio iniziò a vacillare al termine di una cruenta battaglia iniziata nel terzo atto di Civil War in cui Iron Man, dopo aver attirato in trappola i ribelli di Cap, ridusse in fin di vita l'ex-amico grazie alla superiorità della sua armatura, fino all'apparizione di un aspettato alleato di Stark: il redivivo Thor.
Il Dio del Tuono, creduto morto durante il Ragnarok, si scagliò con una violenza innaturale contro i Vendicatori Segreti, tra i quali erano presenti molti suoi vecchi compagni, arrivando a uccidere Golia Nero nello stupore generale.
Ciò avvenne perché quello non era Thor, bensì un clone creato da Iron Man e Mr. Fantastic grazie a un capello ricavato dal copricapo che il Dio del Tuono aveva donato a Stark dopo la primissima riunione degli Avengers, un clone privato però della sua naturale umanità.
L'indignazione nei confronti di Stark e Mister Fantastic spinse vari eroi ad abbandonare la fazione di Iron Man per unirsi a quella di Capitan America: i Fantastici 4 abbandonarono il loro leader e Spider-Man, che nel frattempo si era addirittura tolto la maschera davanti alle telecamere per favorire l'allora mentore e figura paterna Tony, decise di entrare in clandestinità.



In un'escalation di eventi che portò sempre di più gli eroi guidati dal Governo e da Iron Man come i malvagi del conflitto e i ribelli di Cap come i buoni uniti contro il sistema, Civil War si concluse nell'unico modo in cui poteva finire: con Capitan America che vinse lo scontro finale ma decise di perdere la guerra.
Durante l'ultima battaglia grazie all'aiuto di Visione il Capitano riuscì a restituire a Stark il pestaggio subito nel loro scontro precedente, ma al momento di sferrargli il colpo finale Rogers si rese conto, guardandosi intorno, che le sue azioni non avevano fatto altro che portare la guerra nel suo amato paese e decise quindi di arrendersi.
Rogers poi "morì" poco prima del processo che l'avrebbe visto protagonista a causa di un attentato ordito dal Teschio Rosso, con Tony Stark che non trovò il coraggio per parlare al funerale del suo vecchio compagno. Wolverine, dopo aver scoperto l'autenticità del cadavere di Cap, promise a Stark che se avesse scoperto un suo legame con l'assassinio dell'amico sarebbe tornato a ucciderlo.

Nel nuovo status quo dei fumetti Marvel Tony Stark divenne capo dello S.H.I.E.L.D. e leader della nuova squadra di Avengers governativi, con obbiettivo primario la cattura degli ultimi ribelli rimasti fedeli a Cap, tra cui l'Uomo Ragno, Luke Cage, Wolverine, Iron Fist e Jessica Jones.
Iron Man non era mai stato così tanto odiato in tutta la sua storia editoriale. Ed era solo l'inizio.

Lo smascheramento di Spider-Man

Per rafforzare la posizione della fazione pro-registrazione, Peter Parker venne convinto dal suo mentore Tony Stark a togliersi la maschera davanti alle telecamere. Erano tempi diversi, in cui Peter viveva con la sua famiglia alla Stark Tower e indossava il costume di Iron Spider progettato dallo stesso Tony, diventato ormai per l'Uomo Ragno quasi una figura paterna.
A detta di Cap e molti altri, Tony aveva ricalcato alla perfezione quella figura per spingere Peter nella direzione a lui più congeniale.

Ma dopo aver assistito al morte di Golia Nero e ai metodi disumani usati contro gli eroi prigionieri, Peter decise di abbandonare la stessa causa che l'aveva spinto a sconvolgere la propria vita svelando la sua identità segreta ribaltando a sorpresa il piano che Iron Man aveva imbastito per evitare che gli sfuggisse.


Stark, infatti, aveva ideato il costume di Iron Spider facendo in modo che Peter non potesse mai

ribellarsi, ma quest'ultimo intuendo la cosa riuscì a modificarlo, cogliendo di sorpresa l'Uomo di Ferro e lasciandolo sconfitto a terra.
Dopo che Zia May finì in ospedale a causa di uno sparo subito da un killer di Kingpin, a guerra conclusa Peter ebbe un altro scontro con Iron Man in cui riuscì ad avere la meglio grazie alle sue ragnatele organiche, e dopo aver sfogato la sua frustrazione su di lui, Stark decise di pagare in segreto le cure.

Sempre durante Civil War, uno dei fattori che spinse Peter Parker a rivoltarsi contro Tony fu la scarcerazione del suo nemico storico Norman Osborn alias Goblin, impiegato come direttore dei Thunderbolts, il gruppo di criminali governativi impiegato per dare la caccia ai Vendicatori Segreti di Capitan America.
Ah, tenete bene a mente questo piccolo particolare su Norman Osborn: tra qualche riga tornerà in scena per un risvolto narrativo che non potete neanche lontanamente immaginare.

World War Hulk



Poco prima dell'inizio di Civil War, gli Illuminati capitanati da Stark e Mister Fantatic decisero di spedire Bruce Banner nello spazio profondo, consci che molto probabilmente Hulk non avrebbe mai sposato la loro causa durante la Guerra.
Namor, membro del gruppo, votò contro tale decisione, avvertendoli che Banner sarebbe tornato e li avrebbe uccisi tutti.

Un sogno del Gigante Verde durante Planet Hulk
Al termine degli eventi di Planet Hulk, dopo che un tragico avvenimento portò alla morte gran parte degli abitanti del mondo che il Gigante Verde aveva liberato - inclusa sua moglie incinta - Hulk tornò sulla Terra più rabbioso che mai, con una forza tale in grado da sconfiggere moltissimi eroi con facilità irrisoria, inclusi gli Avengers capitanati da Iron Man, che fu la prima vittima della sua furia venendo schiacciato come una lattina nonostante il supporto dell'armatura Hulkbuster più potente mai costruita.

Il Gigante Verde decise di umiliare ulteriormente gli Illuminati costringendoli a combattere come gladiatori dopo averli sottomessi con i Dischi d'Obbedienza, e nel momento in cui Stark si ritrovò sul punto di soccombere sotto i colpi di Mister Fantastic, Hulk decise di risparmiarlo, dimostrandogli che a differenza loro la "sua" guerra non aveva portato alcuna vittima.
Dopo aver sconfitto anche Sentry, Hulk decise di arrendersi decretando la liberazione degli Illuminati.

L'ira del Dio del Tuono 

"Dai i tuoi ordini e i tuoi ultimatum a coloro che scelgono di obbedirti o a coloro che sono troppo codardi per combatterti, non a me. O imparerai ancora cosa distingue un Dio del Tuono da un uomo con un costume di metallo"

Redivivo e intenzionato a ricostruire Asgard, Thor venne avvicinato con innaturale confidenza da IronMan, che lo invitò a tornare subito al lavoro con i Vendicatori e il governo americano. Il Dio del Tuono, dopo aver esternato tutta la sua rabbia per il comportamento dell'ex-amico durante Civil War, lo attaccò con furia mettendo rapidamente fuori uso la sua armatura in uno scontro impari che vide Stark distrutto su ogni fronte, venendo però risparmiato e condannato solamente a tornare alla sua base a piedi. 
Il tutto in quella che è probabilmente una delle scene più soddisfacenti della storia dei fumetti Marvel.

Ci trovavamo nel 2007, e Tony Stark nel giro di pochi mesi era stato malmenato da Spider-Man, da Hulk e da Thor tra le esultanze dei lettori. La notorietà del personaggio non era mai stata così grande, eppure la cosa andava di pari passo con il risentimento dei fan nei suoi confronti.


Secret Invasion, Dark Reign e lo scontro con Iron Patriot

La cosiddetta fine del "Trienno dell'odio verso Iron Man" si consumò al termine dell'ennesimo maxi crossover, Secret Invasion, in cui gli Skrull - gli alieni mutaforma nemici di Capitan Marvel e dei Fantastici 4 - si infiltrarono in molteplici organizzazioni governative, tra le quali lo Shield, i Potenti Vendicatori guidati da Iron Man, i ribelli Nuovi Vendicatori di Luke Cage e Spider-Man e persino fra gli Illuminati.
Al termine della battaglia finale contro gli Skrull, Tony Stark venne destituito dal suo ruolo di capo dello Shield in quanto colpevole di non essersi reso conto della minaccia rappresentata dagli Skrull, che avevano agito sotto il suo naso per anni, e sostituito da colui che era riuscito a sferrare il colpo di grazia alla loro regina durante lo scontro a New York: Norman Osborn.

Colui che per anni era stato conosciuto come Goblin era diventato il leader dello Shield - ribattezzato da lui H.A.M.M.E.R. -, capo di una squadra di Avengers formata da supercriminali con costumi da eroi - come Venom che divenne il nuovo Uomo Ragno, il killer Bullseye con la tuta di Occhio di Falco e il figlio di Wolverine affetto da turbe psichiche, Daken, diventò lo stesso Wolverine - e in possesso di un'armatura di Iron Man dipinta con colori di Capitan America, ribattezzandosi Iron Patriot.
Fu l'inizio del Dark Reign, un evento che colpì tutte le testate Marvel, con Osborn e gli Oscuri Vendicatori, tra cui presenziava il potentissimo Sentry, che apparvero in un po' tutte le testate (prendendole di santa ragione in quasi ogni scontro, ma questa è un'altra storia).

Tony, dopo essere stato nuovamente insultato da Thor, venne attaccato da Hank Pym al funerale di Janet Van Dyne per le sue azioni durante Civil War - il Pym che lo aveva aiutato durante la Guerra Civile era in realtà uno Skrull - e messo nel mirino di Norman Osborn, che lo rese un fuggitivo.



Ormai divenuto l'Uomo più ricercato del Mondo, Iron Man intraprese un viaggio per azzerare il suo stesso cervello, conscio che le informazioni nella sua testa avrebbero permesso a Norman Osborn di fare cose terribili.
Raggiunto il suo obbiettivo e ormai quasi incapace di formulare una frase in senso compiuto, Tony arrivò nel luogo in cui aveva nascosto la primissima armatura di Iron Man e usò gli ultimi residui della sua mente per attirare Iron Patriot in una trappola: sapendo che Osborn lo avrebbe pestato a morte non appena lo avesse trovato in quello stato Tony fece in modo che il loro scontro fosse ripreso dalle televisioni di tutto il mondo, e nel farsi malmenare da Osborn riuscì a farlo apparire agli occhi dell'opinione pubblica come uno spietato assassino.

Ridotto stato vegetativo, Stark riuscì a trovare aiuto presso il medico nominato in precedenza nel suo testamento: il Dottor Donald Blake, il medico zoppo con cui Thor condivideva il corpo.


L'Assedio di Asgard e la riunione con Capitan America e Thor


"Vuoi dire qualcosa prima che Capitan America ti stacchi la testa, Norman?"

Siege, arrivato in Italia come Assedio, non fu solo il termine della personalissima redemption di Tony Stark e la fine degli regno di Osborn, ma anche la chiusura di un ciclo andato avanti a suon di Crossover e maxi saghe che la Marvel Comics aveva portato avanti nei precedenti 6-7 anni, iniziato ancora prima di Civil War.
Quando Norman Osborn ormai sull'orlo della follia cercò di conquistare Asgard con la forza, tutti i Vendicatori rimasti guidati dal redivivo Capitan America, da Nick Fury e da Thor, unirono le forze per contrastare lui, i Dark Avengers, vari supercriminali di New York e il folle Sentry.
Tony Stark, recuperate le sue facoltà mentali, mise fuori uso l'armatura di Iron Patriot che Osborn gli aveva rubato decretando la sua sconfitta.

E tutto tornò come prima: Tony Stark e Steve Rogers tornarono amici, Thor e Iron Man erano di nuovo insieme nei Vendicatori, l'Atto di Registrazione dei Superumani venne abolito e criminali governativi di Osborn furono imprigionati.
Perché i fumetti Marvel sono così: un luogo dove tutto cambia per poi tornare uguale, dove si stravolge ogni cosa solo per ritrovarsi dopo qualche anno punto a capo.


Questa non è solo la storia di come Iron Man diventò, per un breve periodo, uno dei personaggi più odiati della Marvel, ma soprattutto la storia di come il talento di Robert Downey Jr sia riuscito a rendere il meno carismatico della cosiddetta Triade dei Vendicatori (Cap-Thor-Iron Man) la personalità di cartello di quella che è una delle operazioni di maggior successo della storia del cinema.
E credo che l'impresa di Robert Downey Jr non sia solo straordinaria, ma unica nel suo genere, più grande di quella di Hugh Jackman come Wolverine, più iconica di quella di Christopher Reeve come Superman, più importante di quelle di qualsiasi attore fra i tanti che hanno interpretato Batman e Spider-Man.
Si dice spesso che Christopher Reeve sia diventato Superman, che Michael Keaton continui a essere Batman, che Tobey Maguire sarà sempre l'unico Uomo Ragno, ma Downey Jr è riuscito a fare il contrario: ha portato Iron Man a diventare lui, e allo stesso tempo lo ha reso un'autentica icona dei nostri tempi.
E nonostante dopo l'ottimo primo film di Jon Favreau il personaggio abbia avuto due sequel piuttosto mediocri, quando la gente tra decenni ricorderà i film prodotti in questi anni dai Marvel Studios, tra i primi nomi che torneranno loro in mente in cima ci sarà quasi sempre quello di Robert Downey Jr.


-Gilgamesh


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lunedì 12 settembre 2016

TOP 5 - Frasi indimenticabili tratte dai fumetti Marvel

Due parole prima di cominciare: 

Sapete, ho notato che il format "5 cose Marvel che magari non conoscevi" di alcuni miei articoli vi è piaciuto parecchio. E per "piaciuto parecchio", intendo dire che ha portato un sacco di Views, cosa che è piaciuta parecchio a me.
Sono proprio un infame, vero?
Mi hanno davvero soddisfatto i commenti positivi ai vari: 5 Civil War Facts del fumetto che non vedremo nel film, Capitan America e 5 casi di Retcon che hanno rovinato la Marvel e I 5 peggiori Crossover Marvel degli ultimi anni.
E così, ho deciso di scriverne un altro.

Tanto, essendo a metà settembre, non ho nulla da fare. 
A parte cominciare la tesina, preparare due esami, finire di scrivere il seguito di un libro e correggere un mucchio di comunicati stampa.
Per fortuna a darmi una mano c'è la Red Bull, anche se probabilmente sarà anche la causa di una mia futura neoplasia.
Nota di colore: visto che sono arrivato a 10 articoli, ho deciso di attivare l'opzione di blogspot chiamata LETTORI FISSI, quindi se volete iscrivervi al mio Blog e ricevere una mail di notifica ad ogni articolo pubblicato (a mo' di canale di YouTube), cliccate sul tasto "segui" che vedete qui di fianco a destra. Senza rimpianti.

-Gilgamesh

P.S.: Ho aperto un canale di Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCFXkii0jdcwfyy2TxKfdI-w) iscrivetevi e continuate a seguirmi anche lì.





Fin troppo spesso la gente sottovaluta il potere di una frase.
Molti dimenticato che tutto, - e quando dico tutto, intendo TUTTO - sia partito proprio da questo.
Le nostre credenza più profonde, le idee, i principi a cui ci aspiriamo... tutto questo deriva da una frase o un discorso che ci ha colpito talmente tanto da entrarci sotto la pelle, e non uscire mai più.

Beh, ho letto frasi, in tanti fumetti che hanno scatenato in me sensazioni inaspettate.
Cose che la gente non nemmeno immagina si possano trovare prendendo in mano un albo a fumetti.
Insomma, per molti (in generale quelli che non hanno mai provato a leggerli) è tutta un infinita lotta tra il buono e il cattivo, tra chi ha il potere migliore e il costume più sgargiante, ma non immagino che nascosti in ogni storia si possono trovare concetti e ragionamenti in grado di lasciare qualcosa anche nella vita reale.
Ci sono frasi che sembrano dire chi siamo, frasi che ci fanno capire come vorremmo essere, cos'è giusto e cosa sbagliato, e frasi che sembrano riflettere la nostra visione del mondo.
E poi, beh, ci sono quelle in grado di commuoverci, di emozionarci o anche solo di farci venir voglia di leggerle e rileggerle, per non dimenticarcele mai più.

Insomma, è fantastico, nel 90% dei casi uno apre un fumetto di supereroi per leggere uno scontro fra uomini colorati e si ritrova un bagaglio di emozioni e pensieri incredibili.


1)Capitan America: "No, spostati tu."




Amo questa frase.
Non solo per quanto riesce a essere vera e potente, ma anche perché rappresenta a pieno il personaggio di Capitan America, in tutto il suo carisma.
Non a caso il punto di riferimento di tutti gli eroi e dei Vendicatori è sempre stato Cap, non a caso ai tempi delle Guerre Segrete fu lui che guidò in combattimento Vendicatori, Fantastici 4 e X-Men.
La cosa buffa di questa frase è che nemmeno fu pronunciata all'interno della sua testata.
Avvenne durante Civil War, proprio nel momento in cui l'Uomo Ragno dovette fare i conti con i suoi dubbi, una volta abbandonato Stark e rinnegato l'Atto di Registrazione, Cap venne in suo aiuto, raccontandogli del giorno in cui capì cosa fosse per lui l'amore patriottico.

"Ricordo la prima volta in cui capii cosa significasse essere un americano, cosa significasse essere un patriota.
Ero solo un ragazzino, stavo leggendo Mark Twain. Lessi un passaggio che mi colpì profondamente, un passaggio così potente così vero che cambiò la mia vita. Lo memorizzai per potermelo ripetere nel corso degli anni.

Diceva “In una repubblica chi è la nazione? Forse il governo al potere? Beh, il governo è solo un servitore temporaneo; non può determinare cosa sia giusto e cosa sbagliato e decidere chi sia un patriota e chi no. La sua funzione è obbedire agli ordini, non impartirli.
Chi è allora la nazione? La stampa? No, è solamente parte della nazione. Non detiene il comando. In una monarchia la nazione è il re. In una repubblica, la nazione è la voce collettiva della gente. Ognuno di voi prendendosi la propria responsabilità, deve parlare per se stesso. È una responsabilità solenne e pesante, a cui non possono farci rinunciare le pressioni dei predicatori della stampa, del governo o degli slogan politici. Ognuno deve decidere da solo cosa sia giusto o sbagliato. Quale soluzione sia patriottica e quale no.
Se ci si sottrae a questo, non possiamo definirci uomini. Andare contro le tue convinzioni significa tradire te stesso e il tuo paese, lasciarsi etichettare dagli altri. Se tu unico in tutta la nazione sceglierai una strada, giusta secondo la tua idea di giustizia, avrai fatto il tuo dovere nei confronti del tuo paese. Tieni alta la testa, non hai nulla di cui vergognarti. Non importa cosa dice la stampa. Non importa cosa dicono i politici e la massa. Non importa se l'intero paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto.

Questa nazione è stata costruita su un principio supremo: lottare per quello in cui crediamo, quali siano le difficoltà e le conseguenze. 
Quando il mondo ti dice di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: NO, SPOSTATI TU." 


2)Goblin: "Siamo così simili, tu e io."

Una delle poche cose degne di nota degli anni 90 targati Marvel è assolutamente la rinata rivalità fra
l'Uomo Ragno e Goblin. 
Non un Goblin qualsiasi, ma Norman Osborn, tornato in vita dopo più di 20 anni di storie, per dare inizio a una serie di sconvolgimenti che segneranno per sempre la vita di Peter Parker.
In assoluto una delle mie "faide" Marvel preferite, in cui Goblin prima inscena la morte di Zia May, fa credere a Peter Parker di essere un clone e non l'originale, per poi uccidere lo stesso clone di Peter Parker, e infine decidere di trasformare l'Uomo Ragno nel suo erede, dopo averlo sconfitto.

Questa frase ha inciso enormemente sul mio modo di scrivere e caratterizzare i personaggi.
Perché limitarsi a scrivere di buoni e cattivi, perché classificarli sotto questi due aspetti? Chi dice che uno sia il bene e l'altro sia il male, quando la verità è che vogliono tutti e due la stessa cosa?
A volte sono solo due diversi punti di vista, in cui entrambi hanno ragione o torto allo stesso tempo.


"Siamo così simili, tu e io. Siamo l'assassino e lo sbirro... abbiamo lo stesso profilo psicologico... ci manca solo un passo per diventare esattamente la stessa persona che odiamo di più. Oh, tu pensi di essere mitico... invece entrambi siamo solo due personalità psicotiche che si vestono in ridicoli costumi, mettendo in scena le loro fantasie di potere.

La differenza fra noi è che io sono sempre stato disposto ad ammetterlo.

Ma ora ti ho costretto a guardare il tuo riflesso, e non ti è affatto piaciuto quel che hai visto nell'ombra. Prima o poi è inevitabile che uno dei due uccida l'altro. Quel giorno arriverà, Parker... molto prima di quanto tu creda. E quando giungerà, dovrai scegliere.
Sai davvero in quale direzione andrai?"


3)Tony Stark: "Non ne valeva la pena."

Per chi mi conosce, sa che sono un membro puro e convinto del Team Cap.
Tuttavia, nonostante sia stato contento della sua vittoria nella "Civil War" cinematografica, avrei tanto voluto che la pellicola si concludesse con questa scena.
Credo che la morte di Capitan America, avvenuta nel 2007, sia stata l'ultima morte che la Casa delle Idee sia stata in grado di farci sentire sulla nostra pelle, di emozionarci davvero.

Al termine del Crossover Civil War, per chi non lo sapesse, Cap muore a causa di un attentato ordito proprio dal suo grande nemico, il Teschio Rosso, con la complicità - involontaria - della donna che amava, Sharon Carter.
E Tony Stark, una volta di fronte al corpo senza vita del suo avversario, ma suo migliore amico da sempre, si lascia andare ad uno dei monologhi più profondi e strazianti che si siano mai letti su un albo Marvel.

"Ho fatto quel che hai fatto tu. Mi sono impegnato. Perché se la cosa non fosse stata gestita con grande impegno, sarebbero morti in migliaia. Persone innocenti. Sapevo quel che dovevo fare. La buona notizia è che durante tutto questo… non ho bevuto un sorso! E se non ho bevuto allora, probabilmente non berrò più… e poi c’è che… facendo quel che dovevo fare per vincere in fretta… sapevo che avrebbe significato che noi due non ci saremmo più parlati. Non saremmo più stati amici né colleghi.                                                                                                                                                                                        Mi sono detto che era giusto così perché sapevo di avere ragione e sapevo che… questo avrebbe
salvato delle vite. lo era! Era la cosa giusta da fare.

E… E… Ed ero disposto ad allearmi con persone che disprezziamo pur di farla. E sapevo che il mondo tifa per i deboli e che io sarei stato cattivo. Lo sapevo e ho detto che mi stava bene.
E… E anche se ho detto… anche se ho detto che ero disposto ad arrivare fino in fondo… non lo ero.
E so questo perché è successo il peggio. Quello con cui non posso convivere… è successo. 
E con tutti i nostri contrasti… con tutto quello che ci siamo detti e fatti… con tutte le domande difficili che ho dovuto rivolgere e le menzogne orribili che ho dovuto raccontare… c’è una sola cosa che non potrò mai dire a nessuno. Né ai miei amici, ai miei collaboratori o al presidente… Una sola cosa!!
La sola cosa che avrei dovuto dire a te.
Ma che ora non posso dirti…

Non ne valeva la pena."



4)La fine dell'Uomo Ragno

Le storie di Lee, Ditko e Romita erano semplicemente incredibili.
In 22 pagine riuscivano a descrivere alla perfezione un intero mondo. Non solo le vicende di un eroe, del suo alter ego e delle sue nemesi, ma di un vasto nucleo di comprimari uno più accattivante dell'altro e - forse - di un'intera città.

I problemi con Zia May, il Bugle, i bulli della scuola, le belle ragazze, i nemici, gli alleati occasionali: tutto ciò che scrissero nei primi 10 anni di storie dell'Uomo Ragno era perfetto e caratterizzato al meglio.
Coinvolgente come pochi, ogni albo era un capitolo della vita e della crescita di Peter Parker. Non solo uno scontro fra l'Eroe e il Villian della situazione, ma un passo avanti (e anche indietro) nel percorso di vita di un personaggio che forse la gente ha amato più per il suo alter ego normale che per la sua controparte supereroistica.

Questo dialogo viene dalla mia storia preferita: quella in cui Peter Parker si rende conto che non ne vale più la pena di essere l'Uomo Ragno, che esserlo ha rovinato la sua vita, la sua carriera, i suoi rapporti con le persone, e che la gente non ha bisogno di lui.


"Essere l'Uomo Ragno non mi ha procurato nient'altro che infelicità. Per soddisfare il mio desiderio di avventura... ho messo a repentaglio tutto ciò che conta veramente: Zia May, gli amici, le ragazze della mia mia vita...
E... per cosa?

Posso essere sicuro che il mio unico motivo fosse la sconfitta del crimine? O era l'inebriante brivido della battaglia... lo squisito gusto del trionfo... la paranoica sete di potere che non potrà mai essere estinta?
Più di penso e più sento che Jameson aveva ragione!
In tal caso... per il bene della mia salute mentale... rimane solo una cosa da fare...

Quando sono diventato l'Uomo Ragno era solo un ragazzino giovane e inesperto... ma gli anni passano e cambiano il mondo che ci circonda.
E ogni ragazzo prima o poi... deve riporre i suoi giocattoli e diventare un uomo"


5)Silver Surfer: "Siete una razza di folli."




Wow.
Seriamente, cosa non è stato Silver Surfer: Requiem?
Senza dubbio uno dei migliori fumetti Marvel usciti negli anni 2000 e forse il miglior fumetto Supereroistico targato J. M. Straczynzki.

In una storia ipotetica, Silver Surfer scopre che le sue forze stanno venendo meno, e che gli resta pochissimo tempo da vivere.
Ma il Surfista d'Argento non è minimamente risentito dalla notizia, e decide di trascorre i suoi ultimi giorni come se fossero i più preziosi.
Durante un incontro con l'Uomo Ragno, si abbandona a un indimenticabile monologo sulla sua visione della razza umana. E credetemi, sono certo che chiunque abbia letto queste parole non le dimenticherà mai.


"Siete un’unica razza, con gli stessi obiettivi, gli stessi sogni, le stesse paure. Mangiate lo stesso cibo, dormite tutti nello stesso modo. 

Quindi dovete trovare un modo per differenziarvi… per giustificare il fatto di uccidervi gli uni con gli altri. 
Confini, nazioni, quartieri, religioni, nomi, moda. Uccidereste per un paio di scarpe. 

I vostri leader vi sfruttano per la loro sete di potere, e voi siete felici di permetterglielo, in modo che possano uccidere quelli che avete deciso che non sono come voi. Siete una razza di folli." 

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E niente, anche questo articolo è finito.
Credo che non riuscirò MAI a scriverne uno breve. Ma proprio mai.
Ok, forse non sono le "migliori frasi mai scritte su un fumetto Marvel", ma sono solo quelle che hanno colpito maggiormente me. Anche perché alcune sono fra le prime che ho letto.


Vi lascio con i soliti inviti: cliccate Mi Piace alla Pagina Facebook, diventate Lettori Fissi dell'Isola di Asgralot in modo da rimanere sempre aggiornati con le pubblicazioni, e magari date anche un'occhiata al mio libro, I Segreti di Asgralot - L'isola degli Evoluti, disponibile in tutte le librerie e su Amazon.
Fate anche un salto dai miei amici di Marvel Humour, e date un'occhiata ai loro articoli pubblicati su Il Bifrost.

Alla prossima, abitanti di Asgralot!



-Gilgamesh

giovedì 26 maggio 2016

Capitan America - 5 casi di Retcon che hanno rovinato la Marvel


So cosa state pensando.
No, non mi è venuto in mente un titolo migliore.

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IL CASO
In questi due giorni gran parte dei fan Marvel (e non) di tutto il mondo hanno parlato di ciò che è successo nel primo numero della nuova serie di Captain America.
Una simile rabbia non la vedevo dai tempi in cui Dan Slott fece morire Peter Parker e trasferire nel suo corpo il Dottor Octopus, scatenando le ire di fan di tutto il mondo, che arrivarono addirittura a minacciare di morte lo stesso autore. E la cosa si sta ripetendo ora.
Tutti hanno espresso reazioni negative e indignate di fronte al colpo di scena finale (che più che un colpo di scena, è sembrato un cambiamento di carte in tavola).
Solo che qui la situazione è molto diversa da quella di Superior Spider-Man. E forse anche peggiore, perché riscrive l'intera continuity del personaggio e coinvolge tutte le storie del passato.
E ho pensato... perché non parlare di come la Marvel, intervenendo sulla stessa continuity delle proprie storie (che ricordo, durano da oltre 50 anni), ha "rovinato" il lavoro fatto da altri autori?


Prima di tutto, devo avvisarvi che sto per fare SPOILER (se non volete conoscere lo Spoiler, ma siete interessati comunque ai 5 casi che elencherò, saltate queste righe e andate alla prima immagine).
In parole povere, Steve Rogers non è MAI stato un patriota americano, ma un agente filonazista dell'Hydra, ancora prima di diventare Capitan America.
All'interno del numero, Cap uccide la sua spalla Jack Flag, rivelando la sua vera natura e pronunciando l'iconica frase "Hail Hydra".
Molti hanno pensato a un clone, a un LMD, a un Cap venuto da un altro universo, ma uno dei principali editori della Marvel, Tom Breevoort, ha confermato che si tratta del vero Steve Rogers, che è sempre stato un doppiogiochista.
Insomma, una pura RETCON, che riscrive completamente la storia del personaggio, a differenza dello scambio di corpi Parker-Octavius, che avrebbe inciso solamente sulle storie future. 
E' molto diverso, quella di Superior Spider-Man era una specie di evoluzione del personaggio, questa di Cap è una riscrittura completa.

Ma prima di tutto, cos'è una RETCON? E perché rischia di rovinare le storie passate?
Una retcon è semplicemente un cambiamento nel passato, o una semplice aggiunta, che può incidere in maniera sottile o marcata sul background del personaggio.
Vi faccio il più comune esempio di retcon: ELEKTRA.
Nel 1981 quel gran genio di Frank Miller creò il personaggio dell'assassina ninja Elektra Natchios, inserendola nelle origini di Matt Murdock, alias Devil, presentandola come la sua ragazza del liceo, che poi scomparve a causa dell'assassinio di suo padre. 
Tornando indietro nel tempo, ai tempi delle storie di Stan Lee e Bill Everett, Elektra era come se non esistesse e non fosse mai esistita, ma in seguito, è stata inserita nella continuity della vita di Matt Murdock.
Insomma, a quei tempi nemmeno coloro che crearono il personaggio sapevano della sua esistenza, ma per come l'hanno presentata, è come se fosse sempre esistita.

Un altro esempio risiede nella morte di Barbara Morse, alias Mimo.
La donna, uccisa negli anni 90 da Mefisto, ricompare al termine di Secret Invasion, riportata in scena dall'autore Brian Michael Bendis, dicendo che la donna morta anni prima in realtà era uno Skrull che la impersonava.
Anche se ciò ha prodotto un errore di continuity, in quando la stessa Bobbi Morse viene vista una volta all'inferno e in paradiso. Tali errori sono frequenti quando si riscrive la continuity.
Ma è normale: bisogna considerare che i fumetti Marvel, non sono una semplice saga letteraria o un Manga, non sono scritti da un solo autore, ma da molteplici sceneggiatori sotto la guida di editori diversi.
Ma il vero problema è che spesso questi nuovi autori finiscono con il compromettere il lavoro fatto da altri.

E' essenzialmente questo il problema della Retcon attuata con Capitan America: modifica troppo la continuity e da un senso diverso a quasi ogni storia in cui è apparso il personaggio.
Nel senso, ora la gente dovrebbe leggere le storie di Cap, dalle battaglie con gli Invasori, al ritrovamento e inserimento nei Vendicatori, a Civil War, alla Morte del Sogno, pensando che il personaggio che sta seguendo, il realtà fosse un Agente dell'Hydra, quando nemmeno il personaggio stesso e l'autore non lo sapevano?
E' questo il problema: snaturano completamente il Cap delle storie passate.
Come se l'ultimo libro di Harry Potter o le ultime pagine del Signore degli Anelli fossero state scritte da un altro autore, che rivelasse alla fine che Harry in realtà stava solo facendo un sogno o che Frodo in realtà fosse in combutta fin dall'inizio con Sauron. Esempi a caso che mi sono venuti sul momento.

Ora voglio elencarvi 5 casi in cui la Marvel, secondo la mia opinione, ha rovinato le storie di autori passati con delle scelte pessime, dettate da ragioni più o meno stupide.

1) Spider-Man: La Saga del Clone


Il lato positivo è che hanno rettificato tutto. Il lato negativo è che... beh, potevano evitarlo.
In breve, durante le storie del 1975, l'Uomo Ragno si scontrò con lo Sciacallo, alias Miles Warren, il creatore alcuni suoi cloni, che morirono (apparentemente) tutti durante uno scontro fra i due.
Solo che uno di loro sopravvisse, e si fece una vita propria facendosi chiamare Ben Reilly, il nome di Zio Ben e il cognome di Zia May, 

Negli anni 90 ricomparve, e dopo un analisi del sangue si scoprì che in realtà era lui il vero Peter Parker. Ciò significava che dal 1975 al 95 avevamo letto le storie di un clone. E poco dopo Ben, ora chiamato il Ragno Rosso, sostituì Peter (ormai ritiratosi dalla vita da supereroe) come Uomo Ragno ufficiale.
Non serve nemmeno spiegare le ire e le proteste che scaturirono dai fan in quel periodo. 
Tuttavia, questa ciclo decadette poco tempo dopo, nel 1997, con uno dei più grandi ritorni che io ricordi, quello di Norman Osborn, alias Goblin.
Osborn rivelò che in realtà era sempre stato Ben Reilly il clone, e che quella rivelazione era solo una messinscena per far cadere in depressione il vero Uomo Ragno. In una delle storie ragnesche da me preferite in assoluto "La Notte di Goblin".

Dopodiché Ben morì e tutto tornò esattamente come prima. Fortunatamente.


2)Scarlet e Quicksilver: i figli/non figli di Magneto


Una bambinata.

"Ma è vero che Scarlet e Quicksilver sono i figli di Magneto?"
Eh... non più.

Non più perché dopo anni, e anni, e anni, passati a credere che il velocista più antipatico del mondo e la strega mutante che con un "basta" ha decimato la sua stessa razza fossero stati generati da Magneto... la loro parentela sia stata smentita durante il recente Crossover Axis. 
E a dire il vero, anche la loro natura mutante è stata completamente cancellata. I loro poteri, infatti, sono stati attribuiti a degli esperimenti dell'Alto Evoluzionario.
E credetemi, ora faccio fatica a rileggere House of M senza ridere (o piangere, fate voi) perché rende completamente senza senso la storia e il finale.

E tutto questo, perché è stato fatto? Per via della disputa di diritti fra Marvel e Fox sui personaggi.
Infatti, entrambe le case di produzione hanno creato le loro versioni di Quicksilver (mentre solo nel Marvel Cinematic Universe è apparsa Scarlet).
Solo che la Marvel, non possedendo i diritti degli X-Men (e per esteso, dei Mutanti), non poteva presentarli come figli di Magneto o Mutanti, così ha deciso di riscrivere completamente le loro origini per renderle simili a quelle del film.
Quindi ora, in teoria, il Quicksilver originale e fedele ai fumetti sarebbe il cretino che in Avengers: Age of Ultron è riuscito farsi uccidere da un proiettile, e non il simpaticone visto negli ultimi due film degli X-Men.

Solo una persona geniale può farsi venire in mente una cosa del genere, o forse una molto stupida.
A voi la scelta.

3)Gli Ultimates di Jeph Loeb


Ok, questo non riguarda l'Universo Marvel originale creato nel 1961, ma l'Universo Ultimate Marvel, iniziato nel 2000 come alternativa per i nuovi lettori.

Per me rimane comunque un esempio di come la mente scellerata di un autore possa rovinare anni di buon lavoro di un suo collega.
Nel 2002, Mark Millar (Civil War, Old Man Logan, Kick Ass) creò gli Ultimates, la versione Ultimate dei Vendicatori. Un gruppo di eroi in chiave più moderna, più filogovernativi, più egocentrici, più duri e feroci.
Nonostante le differenze marcate con le controparti originali, lo stile rude e volgare di Millar conquistò molti nuovi e vecchi lettori e gli Ultimates furono protagonisti di buone storie... fino a quando la serie non cadde nelle mani di Jeph Loeb.
Metà delle storie di quest'ultimo si possono riassumere con una frase: una serie di scazzottate fra mille personaggi.
Ma non siete obbligati a credermi, provate a mettere le mani sulla saga di Hulk Rosso.

Questa fu la terza serie degli Ultimates. Un'infinita e continua rissa, contornata da errori di continuity e snaturamento dei personaggi, come ad esempio Thor, Giant-Man, Ultron e Scarlet.
Per poi concludere in bellezza con Ultimatum, la serie che ha letteralmente distrutto l'Universo Ultimate, facendo morire quasi metà dei suoi protagonisti più importanti, contornata da errori e mancate spiegazioni sulle morti e ritorni di vari personaggi.

C'è bisogno di spiegare perché Millar odia Loeb?


4)Sentry e Brian Michael Bendis


Ora, non voglio dilungarmi troppo a parlare di Bendis, di tutte le cose che (secondo me) ha rovinato, o di tutte le potenzialità che lui ha sprecato o che ha reso banali.
Voglio parlare di quello che ha fatto con Sentry, da quando ha iniziato a gestirlo nel 2005, e specialmente dal 2008 in poi.


Sentry nacque essenzialmente, in parole povere, come una sorta di Superman mentalmente instabile, terrorizzato dal suo stesso potere, con un alter ego, Void, potente quanto lui e capace di prendere il sopravvento in qualsiasi momento.
Non fu facile scrivere le origini di un personaggio del genere, ma Paul Jenkins fece un lavoro egregio; una volta finito, Sentry fu visto da molti come qualcosa dalle molte potenzialità, solo che, come tutti gli eroi più potenti, era difficilissimo da gestire.
Raramente fu protagonista di eventi memorabili o ebbe un ruolo rilevante negli annuali Crossover della Marvel, ad eccezione di World War Hulk.

Tuttavia, la sua completa distruzione iniziò nel 2008, quando Brian Michael Bendis lo inserì negli Oscuri Vendicatori, il gruppo di supercriminali creato da Norman Osborn all'inizio del Dark Reign.
Sentry, da eroe mentalmente instabile, divenne una specie di marionetta agli ordini di Osborn. 
I suoi poteri vennero completamente stravolti, Void fu completamente stravolto, le sue origini furono completamente stravolte. Le differenze tra Sentry e Void vennero quasi eliminate, e Robert Reinolds divenne su semplice psicopatico senza controllo, che a ogni apparizione mostrava capacità diverse.
Insomma, Bendis riscrisse il personaggio da capo, estrapolandone tutte le potenzialità, spremendolo fino all'osso... per poi ucciderlo alla fine di Assedio, in una delle morti (e finali di Crossover più banali) che io abbia mai visto.

Che poi è anche il modus operandi di Brian Michael Bendis: quando un personaggio diventa inutile e/o troppo difficile da gestire, l'unica soluzione è farlo sparire dalle scene.


5)Spider-Man - One More Day 


Sigh. Sob.
Penso che se la Marvel non faccia qualcosa (che sia giusto o sbagliato) per far incazzare i lettori dell'Uomo Ragno ogni 10-15 anni non sia contenta.

Riassumo tutto con una frase, cercando di risultare più indolore possibile.
L'Uomo Ragno ha annullato il suo matrimonio con Mary Jane per salvare la vita a Zia May, grazie a un patto con Mefisto. E quando dico annullato intendo dire che è stato come se non fosse mai esistito.
E tutto questo perché? Perché secondo la Marvel, specialmente l'editor in-chief Joe Quesada, il personaggio di Spider-Man si era evoluto TROPPO nel corso di quegli ultimi anni.
Non era più il fotografo imbranato del Daily Bugle, circondato da belle ragazze, che viveva ancora con Zia May, ma un uomo adulto, sposato, indipendente, diventato ora un Vendicatore e un insegnante di scienze, con addirittura dei nuovi poteri (ragnatele che uscivano dai polsi come nei film di Raimi e forza potenziata). 
Gran parte dei suoi comprimari più famosi come J. Jonah Jameson, Betty Brant, Harry Osborn, Flash Thompson, i Robertson, Ben Urich, erano quasi completamente spariti dalle sue storie (alcuni ormai da molti anni).
Insomma, serviva qualcosa che resettasse il tutto e riportasse Peter Parker a una situazione simile a quella degli anni 80-90, o addirittura alle origini, rendendolo così un personaggio con il quale i nuovi lettori avrebbero potuto identificarsi meglio.
E come ragione hanno usato un patto col diavolo, al fine di salvare una settantenne che stava morendo.
Inoltre, la Marvel pensò bene di far smascherare Spider-Man durante Civil War, in modo da attirare ancora di più l'attenzione sul personaggio e la serie stessa, aggiungendo un'altra giustificazione a questo ritorno alle origini.

Insomma, ognuno può vederla come vuole: una presa in giro, una mera strategia commerciale, una scelta sbagliata, un insulto al personaggio e alle storie passate.
O più semplicemente, una grandissima puttanata.

Il punto è l'idea di base a essere completamente campata per aria: un eroe che fa un patto col diavolo? Per salvare un'anziana morente? Un matrimonio che non è mai esistito?
One More Day non è necessariamente una pessima storia, è disegnata bene e grazie agli ottimi dialoghi di Straczynski (che spero abbiano pagato in oro, per averlo obbligato a scrivere una storia del genere) risulta interessante, tuttavia poggia su delle basi che impediscono al lettore di prenderla sul serio.
E da allora, ogni qualvolta si prende in mano un fumetto dell'Uomo Ragno uscito dal 1987 (anno del matrimonio con Mary Jane) al 2007, bisogna immaginare i due solo come fidanzati e non come marito e moglie. Anche se ciò, beh, toglie molto senso ad alcune storie uscite nello stesso periodo e in seguito.

O nonostante tutte le cavolate che fa la Marvel ogni anno, che ha fatto in passato, o che farà in futuro, quella di questa saga rimarrà sempre nella mente dei fan come la peggiore e la più stupida di tutte.



In conclusione, attuare una Retcon non è sempre una scelta sbagliata, ma spesso si rivela deleteria in quanto rovina o compromette la credibilità di molte storie passate.
Perché come può un lettore di vecchia data, godersi ora a pieno quelle storie con protagonisti Peter e Mary Jane? O quei piccoli capolavori che furono L'Altro e Back in Black, magnificamente narrate da J. M Straczynski?
Oppure vedere Scarlet e Quicksilver come mutanti nelle vecchie storie o rileggere le origini di Sentry?
Penso che forse (probabilmente) questa cosa di Cap potrebbe rivelarsi una semplice operazione commerciale, un modo per attirare l'attenzione sulla nuova testata e su questo nuovo Universo Marvel.
Intanto ha comunque realizzato il suo obiettivo: far parlare di sé e della serie.
Solo che, secondo me, il vero problema della Marvel fumettistica è che il suo principale scopo sia diventato il far parlare di sè. Senza curarsi del fatto che i lettori ne possano parlare bene o male, l'importante è che ne parlino.


Vi ringrazio per aver letto fino alla fine questa mia ennesima, lunghissima spiegazione.
Come al solito vi invito a diventare fan della pagina Facebook L'Isola di Asgralot, ora chiamata come il Blog (grazie ancora per il raggiungimento dei 4000 like!), a dare un'occhiata al mio libro, ora disponibile su Amazon.com e anche in E-book.
E mi raccomando, continuate a seguire la pagina e il Blog, perché la settimana prossima (se il tempo tolto allo studio me lo permetterà) uscirà una Top 10 dei supereroi più... non voglio anticiparvi niente... dell'Universo Marvel.


- Gilgamesh